dielleemme

   


giovedì, 26 agosto 2004
 

la prima regola è: non si parla di

Ci sono amori in cui la parola amore non si può pronunciare. Un po' come "La prima regola del Fight Club é: non si parla del Fight Club". funziona più o meno così: "La prima regola di questo amore è: non si parla di amore". Ne discende a cascata che non si può parlare neanche delle appendici demo-etno-antro-sociologiche dell'amore. Banditi dal dizionario, dunque, anche i termini "fidanzato/a", "anniversario", "anello", "convivenza", "matrimonio" etc etc. La messa all'index di queste parole comporta, ovviamente, la benefica impossibilità di inquinare l'amore di cui sopra con tutti gli agenti patogeni che diversamente ne provocherebbero una rapida asfissia. Ne deriva, a sua volta, una sensazione di maggior leggerezza e spontaneità nell'agire e nel sentire, che sono un toccasana per l'amore stesso.

Senonchè, come effetto collaterale, in alcuni casi si registra un processo di progressivo "infeltrimento" del dizionario di coppia: leva oggi, cassa domani, per motivi di orgoglio, di abitudine, di difesa, di attesa o di ripicca, scompaiono via via anche lemmi quali "passione", "complicità", "paura", "rispetto", ecc, cancellati dal passare del tempo e dall'imbarazzo di una quotidianità che mal sopporta i nomi astratti. Alla fine del processo, si saranno salvati dall'ecatombe linguistica i soli pronomi "io" e "tu" e l'espressione "che stronzata".

postato da danilama | 10:48 | commenti (4)