dielleemme

   


venerdì, 11 aprile 2008
 

una x per w (quasi una e mezzo)

La prima volta che sono andata a votare non me la ricordo. Forse perchè quando hai 18 anni e la certezza che prima o poi il mondo si volterà ad ascoltare i tuoi tuoi nobilissimi ed ecumenici desideri (che più o meno si sostanziano nella pace nel mondo, la libertà e i levi's 501)  non hai idea che quasi ogni tuo proclama, ogni tuo desiderio, ogni tuo voto, nella vita, rimarrà inedito (a meno che tu non apra un blog, ma questa è un'altra storia e tutto sommato è comunque quasi sempre un gesto disperato per ego ipertrofici). Lo scoprirai piano piano che conti solo se sei maggioranza, anzi, ti porrai il problema se essere o meno maggioranza, se è meglio contare o dissentire, sporcarsi le mani governando o pettinare le bambole dicendo "mi oppongo, vostro onore". Lo scoprirai piano piano che hai un unico, minuscolo e patetico strumento, una crocetta a matita su un foglio impossiile da ripiegare: apporrai la tua crocetta col timore di sbagliare (o di sconfinare nella casella adiacente, per carità!), e uscirai dalla cabina con un misto di speranza, spesso anche di disperazione, più raramente di forza, certamente di piccolezza. Io quando voto mi faccio tenerezza, tanta è la sensazione che il mio voto sia solo un messaggio in bottiglia diretto verso UnMondoMigliore, e chissà se ci arriverà mai.

Però ecco, stavolta voterò contenta. Non mi turerò il naso. Per una serie di motivi: la stima per la persona, la soddisfazione per certe sue scelte (che attendevamo da anni), il piacere per una campagna elettorale condotta in maniera ben più che decorosa, e una cosa strana che sento e che credo sia o l'embrione della fiducia delle mie generazioni future o il ricordo del possibilismo operoso delle mie generazioni passate, Ebbene, per tutte queste cose io voterò per Walter Veltroni.

postato da danilama | 17:38 | commenti (3)