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venerdì, 24 agosto 2007
 

notte di s. lorenzo (vintage selection)

Andammo in spiaggia, avevo 16 anni e il cuore di gomma a furia di canzoni d'amore. Non so se i ragazzi di oggi provino sentimenti come i nostri di allora: eravamo bombardati da 45 giri che parlavano di notti e di stelle, di amori lenti e ragazze simili a fate dai capelli lunghi, spiagge in cui toccare una mano era un arrivo più che un preludio. Non che non avessimo istinti più famelici, figuriamoci: eravamo talmente repressi che ci bastava pochissimo per soffrire nei nostri stessi calzoni, ma eravamo imbranati, anche i migliori. Nessuno si sentiva una macchina da corsa: allora andare a cento all'ora per vedere la propria bimba era già un azzardo.

postato da danilama | 08:21 | commenti (2)


lunedì, 20 agosto 2007
 

asina chi scrive

Ti accorgi di essere diventato veramente altezzoso quando persino le conversazioni fatte per imparare una lingua straniera ti sembrano oziose e pieni di luoghi comuni.
E la cosa peggiore è che persino da questo sei in grado di trovare conferma ad una delle tue altezzose teorie. Più limitato è il tuo dizionario, più alta è la probabilità che tu dica delle banalità.

Detto questo, vado a fare un bagno di umiltà. Nel latte di asina, ovviamente.
postato da danilama | 17:12 | commenti


mercoledì, 08 agosto 2007
 

falene

Si salutarono sorridendo, con una stretta di mano troppo lunga per essere solo un arrivederci. Continuavano a guardarsi e a sorridersi,  a incespicare parole imbarazzate, sdilinquendosi in auguri buffi cui non sapevano porre fine. “Divertiti”. “Non fare il bravo”. “Occhio agli indigeni, sono pericolosi”. “Vacci piano con la tequila”. “Non stare troppo al sole, ti potresti essiccare”.

Eppure non c’era traccia di dispiacere. L’indomani lui sarebbe partito e non si sarebbero più visti. Si conoscevano da un giorno, e fu un po' amore, ma di quelli da consumarsi preferibilmente subito, o mai più. E la cosa più strana è che avevano scelto mai più.

Tra il dire e il fare la notte era finita prima che il dire fosse venuto a noia. Era l'alba e ancora chiacchieravano e ridevano. Che poi avevano chiacchierato soprattutto di quello che l'uno avrebbe voluto fare all'altra, e viceversa.

Non ci fu il tempo, perchè a dispetto di tutto ciò che li faceva sentire come una reciproca urgenza erano in realtà molto lenti, avevano deciso - senza dirselo - che sarebbero stati, l’uno per l’altra, il grande incompiuto che ognuno deve avere in curriculum. Una di quelle cose cui pensare anche a distanza di anni, uno di quei ricordi che sbuca sempre nelle intercapedini tra la vita tranquilla che si vive ogni giorno e quella eccitante che si vorrebbe ogni tanto.

Una di quelle cose che ti fa ricordare quant’eri giovane e bello (anche se non eri così giovane e nemmeno così bello), una di quelle cose che ti dà l’impressione che avresti potuto fare qualunque cosa, se solo avessi voluto, anche se di fatto non ne hai alcuna prova.

postato da danilama | 08:30 | commenti (1)