dielleemme

   


martedì, 31 luglio 2007
 

nel cuore del cuore della notte

Il libro era troppo pesante e perciò se lo appoggiò sul petto, improvvisamente da sotto il libro sentì il suo cuore. Tu-tum. tu-tum, eccolo il mio cuore, povero piccolo laborioso, quanto ti trascuro cuore mio, quanto ci si sente invincibili e invece tu sei piccolo come il mio pugno - così dicono, e io sono piccola come una mela selvatica, e me ne vado in un mondo di giganti sperando nell'effetto leva dei miei sforzi... senti che bel cuore che ho, senti che bel suono fa questa carcassa del mio corpo, senti che fortuna ho ad essere così viva nonostante gli strappi, così vene e arterie e sangue e ossigeno e ossa e chimica a volte fortuita, senti che miracolo funzionare così, senti da dove mi viene la forza di amare e sorridere e lavorare e piangere, altro che carattere, io sono il mio cuore, questo pugno chiuso che ho in petto, questo guardia alta e incazzosa che ho avuto in sorte, questo corpo forte e indelicato da ultimogenita di spaccapietre professionisti, e stasera sono stanca, come tutte le sere, ma tanto serena, e il libro scivola sul pavimento mentre io - pian piano  - finalmente mi addormento.
postato da danilama | 23:14 | commenti (1)


venerdì, 20 luglio 2007
 

mai imparare la rotta

sappi che tutte le strade, anche le più sole
hanno un vento che le accompagna
e che il gomitolo, forse
non ha voluto diventar maglione
e che preferisco non imparare la rotta
per ricordarmi il mare.

g. testa

postato da danilama | 16:06 | commenti (1)


venerdì, 13 luglio 2007
 

Matteo

Ho trovato il custode della mia solitudine, e quando gli ho chiesto se poteva ogni tanto stare alla mia porta mentre io mi dedico all'esercizio strano di dare spazio alla mia coscienza ingombrante, mi ha messo in mano le sue chiavi, con la stessa domanda negli occhi. E ora siamo affiancati, comunicanti, nessuno sta alla porta di nessuno perché non c'è bisogno, le pareti di un solitario sono muri di carta di riso che non vogliono essere buttati giù: cercano qualcuno che sappia origliare.

PS: L'ispirazione di questo post è una frase di R.M. Rilke, ma senza Matteo non avrebbero avuto alcun senso né quella frase né la mia felicità.

postato da danilama | 09:17 | commenti (1)