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martedì, 06 marzo 2007
 

nonna emily

Si siede scomposta sul mio tavolino, alza la gonna logora e appoggia un piede sulla sedia, scoprendo gli stivaletti deformati e i mutandoni di cotone spesso che avvolgono le sue gambe scheletriche. L'altro piede ciondola lentamente, come una scure affilata sui miei nervi già provati. Mi guarda mentre scrivo e in silenzio prepara le sue domande.

Mi chiede dove vado, le dico che non le importa.

Mi chiede con chi vado, e io non le rispondo. Allora ride, e la stanza risuona della sua - o della mia - pazzia.

Appare spesso, ormai. Sceglie bene i suoi momenti, gli attimi infinitesimi in cui decido, sbagliandola, la mia vita.

postato da danilama | 09:25 | commenti (14)