Noi siamo vecchi. Come società, intendo. Siamo alla terza età del nostro essere popolo, del nostro essere - eventualmente - Europa. Siamo relativisti e non potremmo essere altrimenti, perché così sono quelli che hanno coltivato la propria intelligenza. Gli integralismi ben si addicono ai popoli giovani, o a quelli anziani ma con forti sintomi di sclerosi mentale collettiva. Servono a quelli che hanno bisogno di un dio che li difenda dalle calamità, dai nemici, dalle malattie. Per chi ha piani regolatori, sistemi antisismici, organismi internazionali di pace, ricerca scientifica e ogni altro strumento per sopravvivere al male, dio serve soprattutto a benedire, non a impedire. Dio, se fosse interrogato, direbbe che non se la sente di esprimersi sul diritto naturale perché sarebbe come gli chiedessero "che ore sono?": dio guarda tutti i fusi orari, lo capirebbe pure un bambino. Dio è uno che risponde a qualunque domanda con altre domande o con qualche sciarada, è evidente. (Provate a chiedergli "che succede dopo la morte", vi risponderà "tu cosa credi?"; se gli chiedete invece "dove sei" risponde "in cielo in terra e in ogni luogo"). Detto questo (ovvero che persino dio non ha e non può avere un punto di vista), è inevitabile pensare che il mio tetto è il pavimento di un altro, e che in casa sua ognuno fa quel che gli pare purchè non butti l'immondizia sul mio balcone. Come si possa preoccuparsi di chi convive con chi è un mistero. Cosa cazzo me ne frega a me se il mio vicino gay l'anno prossimo per san valentino troverà attaccato al frigo non il solito biglietto di auguri ma una bella ricevuta di ritorno. Al massimo posso dire che la cosa a me farebbe molta tenerezza e persino questo mi basta per dire che sono d'accordo.
