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mercoledì, 21 dicembre 2005
Quello che mi salta subito all’occhio, nelle persone, è il loro peso specifico. Ci sono soggetti – come dire – densi, consistenti, carichi. Bagaglio culturale, credo, ma non solo. Il peso specifico dipende dalla capacità emotiva, dall’acume empatico. . I pesi specifici vanno a fondo, sentono, si interrogano e sanno come si chiama ciò che sentono, potrebbero esprimerlo. Gli alti pesi specifici hanno spessore, hanno un sapere a reticoli stretti e sempre permeabili, in ingresso o in uscita. I casi più limite – sono però grevi, affondano in genere nelle loro stesse pastoie, implodono.
Ci sono persone a minor peso specifico, più fluide, più leggere, restano in superficie. Hanno sensazioni base e spiegazioni semplicistiche. Il che non è necessariamente un danno. I bassi pesi specifici spesso sono sostanze socialmente coloranti, o profumanti. La leggerezza, purché si accompagni all’intelligenza, è una benedizione, sdrammatizza il greve dei pesi specifici alti.
E qui arriviamo al punto: cosa vale di più, il piombo o l’acqua? Dipende.
E come si combinano tra loro queste sostanze? In chimica non so, nella realtà direi a caso, fatalmente. O meglio, i fattori che influiscono sui legami (e non solo quelli d’amore, romanticoni!) sono talmente tanti da rendere impossibile ogni previsione. Circostanze, necessità, tempo, luogo, età, stato sociale, sesso, etc etc.
Noi di DLM a dire il vero un’idea ce l’avremmo, anzi, il modello è quasi pronto. Sosteneteci. Fate un versamento di pacche sulla spalla al nostro indirizzo, e vedrete che arriveremo alla soluzione. Ridotto ogni sentimento a mera scienza alla vaccinara e dimostrata in questo modo l’esistenza di dio, non ci resteranno che due opzioni: aprire un’agenzia per cuori solitari a New York oppure dare il buon esempio. Ma anche no.
giovedì, 15 dicembre 2005
"Nella vita non mi apprezzano mai abbastanza per le cose che alla fine riesco a non dire"
M. Rosoff
lunedì, 05 dicembre 2005
E mentre sbucci le patate per il maiale in crosta, piacevolmente pensando che il nichilismo evavopora come il brodo vegetale quando c'è da magiare e bere, e la musica di là suona qualcosa di rassicurante, sottraendo ansia alle pantofolone di peluche, con le lacrime delle cipolle ti assale una certa euforia, e con indosso il grembiule pensi che sì, vi voglio veramente bene, e allora riponi il coltello appuntito, per stavolta ve la cavate con una bottiglia di limoncello, che a me mi fa pure tristezza il limoncello, vado a raccogliermi i capelli, la padrona di casa sia sempre bella e sorridente e il marito sia invidiato per causa di lei, tanto quando arrivano gli ospiti le geometrie da euclidee diventano opinabili, e nelle teste avvengono cose che nemmeno un privèe, la padrona di casa dopo due bicchieri già vorrebbe che lui potesse sfiorarla, e sparecchiando lo tocca civettuola, mentre il marito occhieggia la cognata - quella stronzetta ogni tanto se la sogna la notte, con quel broncio da impenitente - e l'amica invece pensa al collega e al messaggino che le ha inviato, devo dirgli che è pazzo, che mio figlio poteva leggerlo, e alla fine tutti sbadigliano e baciandosi si salutano, e salutandosi si abbracciano, e abbracciandosi si congedano, e tornando si rintuzzano, a due a due nei piumoni, a uno a uno nella propria scelta, a metà nella propria vita, a centesimi nei portafogli, a millesimi di libertà, e sotto i pigiami pesanti tutti i cuori si fermano, la notte di ogni notte, all'improvviso, per riposare, per non osare.
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