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giovedì, 30 dicembre 2004
 

secretamente, entre la sombra y el alma

Irrompere all'improvviso sotto forma di pensiero fuori tema nella testa altrui. Vivere nelle intercapedini che si formano tra una vita e l'altra - le sue. Essere un rimpianto, meglio ancora se un rimorso. Un imprevisto o una probabilità. Essere fisicamente espressi, affettivamente incompiuti. Essere una presenza discreta, e un'assenza percepibile. L'unico amore possibile è così. Sottile.
postato da danilama | 13:32 | commenti (10)


mercoledì, 29 dicembre 2004
 

mamma son tanto felice

"Federico, togliti quelle scarpe piene di fango prima di entrare. E poi vieni qui, così fai sentire agli ospiti come suoni il pianoforte".

Federico è appena rientrato. Con lui ci sono altri tre ragazzini sudaticci: hanno giocato a calcio tutto il pomeriggio e ora sono qui per una partitella alla playstation. Hanno i pantaloni della tuta pieni di polvere, ma sono gli unici portatori sani di colore in questa casa. Già, perchè gli ocra dei tendaggi, i porpora dei complementi, gli avion delle rifiniture e tutti gli altri punti di colore che i miei occhi percepiscono sono solo sfumature infinitesime sottominchioniche inventate dalla padrona di casa, quella che dice in corsivo parole come "complementi" e "punti di colore". Quella che il decoupage non lo fa più perchè ormai lo fanno tutti. Quella che "suona la canzoncina che piace a mamma, federico, che è tanto bella...". Quella che è in grado di pronunciare con occhi sgranati e senza sentirsi ridicola le seguenti parole, in successione: "il problema è che non gli piace solfeggiare, perchè poi a suonare è tanto bravo...". E quando il figlio tentenna, cercando il si bemolle sulla tastiera, lei glielo suggerisce con la voce, per aiutarlo.

E federico suona scalzo, e i calzettoni sudati scivolano sui pedali del piano. Federico ha 10 anni, ma ha già capito tutto. Suona docile la canzone che piace a mamma, suona jingle bells senza spartito, suona perfino il carnevale di venezia, chissenefrega se è 27 dicembre. E quando mammaà gli chiede di suonare "per elisa", Federico sbuffa e comincia a suonare, ma tanto velocemente che le semibrevi sono brevissime, così accelerato che il pezzo ha qualcosa di grottesco. Mefistofelico. Secondo me il diavolo della ribellione ha dieci anni e suona così. Scalzo.

Federico smetterà di suonare - secondo le mie previsioni - al massimo entro un anno e mezzo. Dimenticherà come si legge uno spartito entro 3 anni. Comincerà a farsi le canne entro 5.

Io vorrei solo capire se il fascino del pianoforte deriva alle mamme italiane dall'aver visto troppe volte i valzer di Romy Schneider ne "La principessa Sissi" o Gerri Calà alla Capannina. Perchè cazzo si ostinano?

postato da danilama | 09:55 | commenti (2)


venerdì, 10 dicembre 2004
 

post-it

Vorrei fare la scrittrice di post-it da attaccare al frigorifero. Professionista, eh, mica cotiche. Penso che il post-it sia la nostra ultima speranza di comunicare per davvero. Altro che blog. Altro che ipertesto. Semplice, immediato, flessibile e modulare. E poi sui post it vengono bene gli appunti, gli ordini, le richieste di aiuto, le frasi piccipicci d'amore, le dichiarazioni di guerra. Nei film americani gli speech di qualunque pezzo grosso sono scritti su bigliettini 12*15. Il post it se ti piace te lo porti con te nel portafogli, o nel libro. La miniaturizzazione è il futuro della scrittura. La sillaba è la speranza. In più, il post-it è adesivo. Sì, i post-it posso ancora scriverli. Anzi, sapete che vi dico? Io vorrei essere un post-it. Memento per gli altri, martire appiccicata ad una parete fredda per veicolare un unico messaggio. Gialla come la gioconda. Non male. Qualcuno ha un messaggio - uno - da trasmettere?

postato da danilama | 09:03 | commenti (14)


lunedì, 06 dicembre 2004
 

finchè morte non ci separi (da loro)

Perchè si ostinano a farmi fare da ghost writer per direttori magniloquenti, quando potrei scrivere dei bellissimi coccodrilli in loro onore? Perchè devo infiocchettare decisioni turpi con discorsi aulici e artisticamente verosimili, quando potrei infiocchettare persone turpi con parole auliche e generosamente finte? Anzi, farei di più. Potrei accedere al database del personale, ordinare per data di nascita i dipendenti della baracca e cominciare a elogiare la vita proba del più anziano, per poi proseguire con i morituri meno prossimi e arrivare agli stronzetti ancora nel pieno vigore delle forze. Ovviamente cercando tra i dirigenti: gli altri non necessariamente meritano di morire o non hanno tra i benefits le leccate di culo post mortem. Pensa che figata: "Dielleemme, a che punto sei? Hai finito con Xxxxx?" "Sì, quasi, sono arrivata all'amore verso i collaboratori. Ora ci metto l'etica della responsabilità e poi te lo mando." Che peccato.

postato da danilama | 11:40 | commenti (7)


giovedì, 02 dicembre 2004
 

il morale e la morale

Gira che ti rigira nei commenti al post precedente è venuta fuori un'analogia niente male tra morale e profumi. Intanto, il fatto che si parli di morale in questi giorni e sul mio blog per me ha più senso di un gatto nero che attraversa la strada, visto che nel task in cui sono impegnata giorno e notte da qualche settimana - e che ha come meta la trasformazione definitiva della mia vita in un romanzo di appendice, e di me stessa in un personaggio a due dimensioni* - la morale è un optional che non sono sicura di sapere usare. E comunque la morale, più che un profumo, è un odore. Senti più quello degli altri che il tuo. Inoltre, evapora. Tranne quella che rimane tra i maglioni, che quando li indossi sorridi e senti che non puoi avere sbagliato.

* il che non significa - assolutamente - che io mi sia data alla letteratura.

postato da danilama | 12:19 | commenti (7)