dielleemme

   


venerdì, 30 luglio 2004
 

é ufficiale. Sono stata promossa.

Per dirla come direbbe un mio forbitissimo ma inequivocabile collega, sono stata promossa per meriti sul campo al grado di "sacco di merda". prima, ovviamente, ero solo "vice sacco di merda". La notizia è particolarmente gradita perchè questa promozione comporterà quanto segue:

- aumento in busta-paga della voce "concorso per spese tramviarie": da 2 a 2,32 €;

- facoltà di occupare i sedili anteriori del pullman utilizzato per le gite organizzate dal CRAL;

- possibilità di firmare le mail utilizzando il maiuscolo per le iniziali del nome

- aumento dello 0,02% della possibilità di disporre (in senso anche giuridico) di uno stagista

- aumento di probabilità di partecipare alle riunioni per collaborare ai contenuti e non solo come testimonial involontario della finto-politica di pari opportunità della mia azienda;

- speranza di crescita ulteriore e di futuro esercizio attivo delle molestie sessuali sul posto di lavoro.

Lo ammetto. Sono contenta.
postato da danilama | 12:30 | commenti (4)


giovedì, 29 luglio 2004
 

800-800-800

E va bene, lo ammetto. Quando tocco il fondo prego anch'io. Poi non so nemmeno se pregare è il termine più esatto. Più che altro si tratta di rivolgere richieste, osservazioni o reclami ad una specie di super call center. Niente operatore, solo possibilità di lasciare un messaggio dopo il segnale acustico. Mi rendo conto che l'operatore dall'altra parte della cornetta inconsciamente lo chiamo Gesù, ma è solo perché, essendo nata in Italia, se lo chiamassi Manitù o Buddha o in qualunque altro modo rischierei di sbagliare la pronuncia. Magari si chiama Assunta, però questo non posso saperlo, per cui spero che dall'altra parte mi scusino casomai avessi sbagliato.
Insomma, non è che sia proprio disinvolta, mentre parlo a questo super call center. La voce è incerta e il timbro è malfermo, la convinzione è poca, le parole sono complesse. E su tutto, l'idea bloccante che la vita ce la danno in regalo e senza garanzia, per cui i pezzi che non funzionano o ce li teniamo o ce li risolviamo da soli.
Però quattro o cinque chiamate al call center le ho fatte anch'io. Forse solo per motivi statistici: quallcuno lassù deve saperlo cos'è che mediamente non va.
postato da danilama | 08:18 | commenti (5)


mercoledì, 28 luglio 2004
 

fidelity castro.

Da due anni a questa parte ricevo mail di auguri per Natale, Pasqua e addirittura di compleanno da una dolce signora, Daisy. Docente universitaria di economia, qualche anno fa ha lasciato il suo lavoro e ora fa "l'albergatrice". Ho avuto da lei una bella stanza in stile coloniale, che dava su un patio con amaca, e ho mangiato manicaretti tipici. Daisy sorride sempre, è gentile e premurosa. Suo marito è un omeopata famoso nel suo paese, parla bene molte lingue, conosce molte cose dell'Italia, ha una cultura che non esibisce ma che gli sfugge tuttavia. hanno un pappagallo che parla.

Da Daisy è un posto bellissimo, e lo ricordo con il piacere caldo delle vacanze sublimate dal tempo che passa, che leviga, che esalta i dettagli belli e scolora i brutti.

Dicevamo, Daisy ha i miei dati perchè ha avuto in mano il mio passaporto. Prima di andar via, mi ha dato il suo indirizzo di posta elettronica e io le ho dato il mio. In un paese come quello una signora sulla quarantina che ti scrive su un'agendina il suo indirizzo e-mail fa un certo effetto. Ci siamo scritte un paio di volte, in un inglese semplice semplice. Daisy mi manda, vi dicevo, gli auguri di Natale, di Pasqua e di compleanno. E io ne sono contenta, però non posso, proprio non mi riesce di non pensare che Daisy mi abbia inserito in un suo piccolo database di indirizzi per un cordiale, delicato e affettuoso e-mail marketing. Auguri per Pasqua, per Natale, per il compleanno. In fondo alla mail, la foto di casa sua e l'indirizzo. La signora insegnava materie conomiche, non ce lo dimentichiamo.

Rispondo a queste e-mail, dicendole che spero un giorno di rivederli. Di ritornare da loro.

A casa di Daisy. A Cienfuegos, Cuba.

Marketing da cuba e con i mezzi più moderni. Però l'aragosta da Daisy è una favola, e la sua famiglia è molto bella. No, Daisy, non ti metto tra gli indirizzi indesiderati, di embargo ne hai già troppo.

PS: il marito di Daisy mi ha chiesto, incredulo, coma abbiamo fatto a votare Berlusconi. Loro hanno Castro e l'ambasciatrice dello Stato Libero di Bananas, ovviamente, in quel frangente ero io. Capito?
postato da danilama | 11:27 | commenti (5)
 

Affabulazioni

Carla e Alessandro si amano.

Questa, almeno, è la versione universalmente accettata dei fatti. Vox populi, insomma.

Tecnicamente, però, la questione è più complessa, e sta più o meno in questi termini:

Carla di Alessandro ha solo l'usufrutto, perchè Alessandro continua ad appartenere a se stesso. Lei non fa che ricordargli i diritti che le derivano dalla sua condizione e le limitazioni alla libertà che ne derivano a lui.

Alessandro invece ha la nuda proprietà di Carla, infatti non si dà nessun affanno a limitare la libertà nel presente di lei, perchè tanto sa che gli appartiene.

Insomma, quando usano gli aggettivi possessivi emettono suoni molto diversi: "il mio ragazzo" di Carla suona affrettato, "la mia ragazza" di Alessandro suona estremamente cauto.

postato da danilama | 09:15 | commenti (3)


martedì, 27 luglio 2004
 

voglio i tag a spillo - vol. II

ho vagliato le numerose (?) proposte ricevute e ho già provveduto a modificare il mio sito. se non notate la mia nuova veste grafica, vuol dire che non siete puri di cuore.

a tutti quelli che ogni tanto vengono a prendersi un caffè da queste parti: vi voglio bene forse è troppo ma vi voglio ringraziare sicuramente è il minimo.

postato da danilama | 16:15 | commenti (1)


lunedì, 26 luglio 2004
 

voglio i tag a spillo!

quello che vedete è il mio blog. Cioè, è tutto quello che so fare. Pensieri, parole, opere e html. siccome tutti voi maledettissimi blogger avete tutte queste paginette fichissime con alto tasso di personalità, look and feel di un certo appeal, un fotoritocco che nemmeno un chirurgo estetico, molto chill out, e i vostri blog sembrano nati dalla stessa matrice che ha generato quei lounge bar che fate finta di detestare, ebbene, siete riusciti a farmi sentire inadeguata...Io, che per scrivere in rosso i titoli dei post mi sono comprata un manuale di html, che al massimo sono riuscita a inserire un'immagine in questa paginetta e a cambiare il font...Insomma, io più di così non so fare. Prego anima pia digitale di rifarmi la grafica. Collaborerò attivamente alla stesura del brief e in cambio posterò il più bel messaggio di gratitudine che un web designer abbia mai ricevuto. Lo giuro sul canguro.
postato da danilama | 17:07 | commenti (9)
 

no title

(Gente che cammina per strada. Dalla folla viene avanti un uomo. Abiti sporchi e miseri. Capelli grigi arruffati, in mano un cappello. )

Avvicinatevi, signore e signori, perché io vi mostri la magia…

Accorrete, servi e padroni, re e giullari, vergini e meretrici, giudici e briganti, se volete stupirvi…Venite a me, venite a dissetarvi alla fonte della mia conoscenza, venite a bere dalla mia sofferenza, trasformate la mia sciagura nel vostro stupore, la mia malattia nel sollievo della vostra curiosità…

Io vedo nei vostri cuori i sentimenti che nascondete, leggo tra le cortine delle vostri menti ignare e tutti vi capisco, tutti vi compiango, tutti vi amo. Perché siamo figli gemelli della Gioia e della Pena, e io vi sono uguale in tutto, fuorché nella circostanza rara che io, fortuna e mia disgrazia, vedo vivere me e voi. Io non posso più tacere, signori, perché quello che vedo spesso mi trafigge con mille aghi sotto la pelle o con una spada nelle viscere, e mi toglie il sonno, mi ruba la pace…

E attenzione, signori e signori, perché io ripenso i vostri pensieri, e se volete ve li spiego. Con presunzione di universali simmetrie posso dimostrarvi la tautologia dei sentimenti, l’assoluta identità di quei cuori che – oh, narcisi!- fingete unici e irripetibili. L’attentatore del tiranno è tiranno egli stesso, la martire è concubina di mille uomini, il diverso è uguale e l’uguale è diverso. Perché siamo un unico magma di minuscole monadi, concavi o convessi ma simmetrici, accomunati da sentimenti che pensiamo unici. Né puttane né suore, ne buoni né cattivi, né eunuchi né priapi, solo uomini, solo rabbia e gioia, solo cupidigia e avarizia, solo bontà e malvagia, solo carità e invidia, e io lo vedo, signori illustrissimi, in un gioco di specchi in cui si moltiplica come in un caleidoscopio il mio dolore…

Lei, signora col cappello piumato, con l’incarnato pallido di notti insonni e negli occhi il liquore di un pianto recente…Lo sa, signora, che ciò che piange non è nobile amor perduto, ma bieca vanità inappagata? E lei, signore col colbacco, lo sa che l’orgoglio che teme macchiato è solo paura, meschina, vigliacca paura…

Non ingannatevi, signori, non date nomi nobili alle cose semplici, spogliate i vostri mali dei costumi con cui amano presentarsi ai vostri occhi ingenui, e prendete dalle mie mani l’unguento miracoloso, e se mi darete di che sopravvivere io vivrò per le vostre vite…tutte quelle che vivo già, tutte quelle che soffro già, tutte quelle vi vedo addosso, tutte quelle di cui posso spogliarvi…per due copechi, signori, due miseri copechi…












postato da danilama | 08:44 | commenti (8)


mercoledì, 21 luglio 2004
 

g-enterteinment

La gente quando non vive la sua vita vive quella degli altri, ed è così che nasce il pettegolezzo

La gente quando non parla le sue parole parla quelle degli altri, ed è così che nasce il luogo comune

La gente quando non mangia il suo cibo mangia quello degli altri, ed è così che nasce la prevaricazione

La gente quando non sente i suoi sentimenti sente quelli degli altri, ed è così che nasce l'affabulazione

La gente quando non pensa i suoi pensieri pensa quelli degli altri, ed è così che nascono gli orrori.

Non azzardatevi mai più a chiamarmi "voi".

postato da danilama | 11:10 | commenti (5)


martedì, 20 luglio 2004
 

maternale

mamma è d'accordo se mi faccio un tatuaggio purchè sia piccolo e stia attenta a non prendermi l'aids
se mi faccio altri 5 buchi nelle orecchie purchè non si vedano tutti contemporaneamente
se mi compro un taiulleur per non sfigurare
se lavoro in una grande azienda, ma ignora che è posto dove ogni uomo più o meno ci prova
se vado in discoteca fino alle 6 di mattina, purchè lo faccia quando non sono sotto il suo tetto
se le dico che ho lasciato il mio ragazzo perchè mi tradiva (ma non sa che l'ho tradito anch'io)
se dico qualche parolaccia, purchè non esageri
se vado a mangiare ogni sera fuori, perchè almeno mangio
se le dico che sono atea, purchè non sottolinei che ciò comporta la fornicazione
e se vado in chiesa, anche se sa che ci vado per dimostrare che lei ha torto
se mi compro quello che mi passa per la testa, ma non sa cosa mi passa
se faccio quello che voglio, ma un giorno mentre stira devo spiegarle cosa voglio.
 
postato da danilama | 09:46 | commenti (4)


lunedì, 19 luglio 2004
 

prof, ma poi ci interroga (o ci possiamo fare beatamente i cazzi nostri)?

tempo fa sono stata in una scuola superiore per due ore di corvè morattiana. Un inutile e forzatissimo "incontro con il mondo delle imprese". 45 brufolosi stravaccati nelle sedie (qualcuno si è anche messo il giubbino a mo' di coperta e ha chiuso gli occhi). I maschi impegnati o nel complesso esercizio della leadership o a ritagliarsi una propria specificità di gregari. Oppure, semplicemente, a fare da supporto ai propri capelli (che non saranno mai più così folti). Le femmine, acerbe e fresche più o meno come una prostituta 60enne, parlavano con le loro voci stridule strizzate da pantaloni a vita troppo bassa e reggiseni di distruzione di massa. A un certo punto ho anche visto una scarpa volare. Inutile dire che a parte i miei vestiti (per le femmine) e le mie tette (per i maschi) non avevo con me niente che potesse interessarli. Per un adolescente un adulto è rompicoglioni fino a prova contraria. Una specie di ostacolo alla loro voglia di essere esattamente quello che già sono.

Finalmente 45 persone nella stessa aula che di fronte ad un pauerpoint non nascondono che non gliene frega una cippalippa.

Quando è suonata la campanella e nel giro di un nanosecondo al posto dei visi ho visto le loro spalle e i loro zainetti, più la polvere che sollevavavo correndo, ho capito di aver capito la lezione di educazione civica che mi avevano impartito: libertà è anche andar via senza salutare quelli di cui non te ne frega un emerito.

postato da danilama | 08:54 | commenti (9)